Scandalizzati dalla situazione, ci chiediamo come sia in effetti possibile che tutto questo stia realmente accadendo. Con spirito di buona critica accettiamo la condizione di sofferenza del nostro paese, e nonostante l'insufficienza di ossigeno continuiamo ad andare avanti, procrastinando l'inevitabile conto finale.
Siamo immersi fino al naso dentro questo sordido meccanismo: una macchina infernale ha lentamente ma inesorabilmente infettato il sistema, intaccando le fondamentali basi morali del mondo politico, portando ad uno stravolgimento dei principi. Ma l'apice di questo dilagante male si è toccato quando, dopo un loro lungo lavorare, è subentrata l'abitudine per l'indecoroso spettacolo che quotidianamente ci viene offerto in pasto dalle nostre finestre televisive e dai giornali. Quanto di peggio si potesse fare è stato fatto. Occhi abituati e giustificatori, ormai stanchi, guardano con fare vagamente sconfortato questo indegno naufragio dell'onore e del rispetto, facilmente dimentichi del passato, ignoranti del presente, menefreghisti del futuro.
Sia ben chiaro: la politica è un affare difficile e, innegabilmente, a volte sporco, non sarò io così ipocrita da dichiarare il contrario, ne tantopiu così stolto da credere che anche nelle decadi passate non vi siano stati episodi di bassezza politica paragonabile. Ma i contesti cambiano.
Parimenti vi sono stati due cambiamenti fondamentali: se da una parte è ora molto più facile poter essere informati sui veri accadimenti e sui retroscena (viviamo oggi in un mondo in cui ciò che è privato è anche difficilmente difendibile), sicché le malefatte e le mascalzonate vengono presto svelate, dall'altro lato c'è stato un pericolosissimo impoverimento della partecipazione e dell'interessamento da parte del popolo, che se da un lato ha in mano potenti mezzi di controllo e di punizione, di contro non ha nessun interesse ad esercitare alcun tipo di reazione. Seduti sul divano bibono porcate televisive e partite di calcio, culi sbattuti persino nei telegiornali e reality show della peggior categoria. Poco si salva, ahimè, e duole al cuore vedere che mille e più cose potrebbero essere fatte per migliorare questo paese e invece pari vergogne vengono perpetrate per l'interesse dei pochi.
Pare un discorso qualunquista, esattamente al pari di quelli che vorrei evitare, ma resettare la classe politica sarebbe un primo passo per migliorare le condizioni di partenza per aiutare questo paese. Quella classe politica a cui fanno gola i vantaggi e i diritti, prelibatezze sulle quali ha la possibilita di mettere le mani una volta entrata nella stanza dei bottoni.
Quanto è diventato sfacciato il modo porco in cui si fanno beffa di noi.
Auguriamoci che le cose non restino così ancora a lungo.
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