E allora apri gli occhi, abbraccia la luce e il dolore di queste fiamme che bruciano, aspetta paziente fino a quando il male non passa, fino a quando non resta che, infine, la tua immagine, riflessa, nello specchio della vita, che esiste solo per te e per nessun altro.
Anche se senti che avresti potuto essere migliore se le cose fossero andate diversamente. Ma in questa diversa cornice solo tu sei colpevole, solo tu sei artefice del tuo sventurato (ma poi di quanto sventurato?) destino.
Riprendi le redini, ora che infine vedi, e cavalca il sogno, trasfiguralo e dagli forma, regalagli un'anima e fallo scendere dal tuo personale e affollatissimo iperuranio. Smettila di sognare per sognare. Fatti tatuare gli insegnamenti: essi non sono universali, sono i tuoi e solo con te hanno senso e solo per te indicano la strada giusta, e solo tu puoi capirli.
E se la paura è il tuo mantello, che ti protegge dal fresco vento del nuovo, ora che sai che le tue spalle sono abbastanza larghe, ebbene toglilo e immergiti nel nuovo mondo.
E non cadere nell'inganno del rinvio per carità!, non lasciarti cullare dall'ottimismo e dalla certezza di poter essere sempre in grado di farlo, non cedere all'accidia, alla pigrizia, al vuoto del giorno, al diavolo tentatore (e poco servirà eliminare le tentazioni stesse perché sempre ne avrai, nella fame è buono persino il pane vecchio!) perché lo sai già: poco resta del vento, e poco resta del tempo.
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